La notizia del giorno 0

Nudisti della Florida chiedono di votare senza vestiti

Nel giorno in cui l’America sceglie il suo nuovo presidente, c’è anche chi chiede di presentarsi al seggio nudo. E’ quanto ha fatto una comunità di nudisti in Florida, che ha chiesto alle autorità elettorali se sia possibile costituire un apposito seggio. nella sua richiesta la comunità Caliente Resorts, nella Pasco County, domanda se ci sia qualcosa in contrario ad aprire un seggio, o almeno una sezione di un seggio, in cui “i vestiti sono un optional”. La legge dello Stato non prevede in modo esplicito nulla in contrario. Ma il responsabile locale alle elezioni si è opposto, sottolineando che non è prevista l’apertura di nuovi seggi.

Tratto dallo speciale di repubblica.it sulle elezioni.

Ovviamente la notizia è stata presa dalla rete e vigorosamente tradotta:
http://www.breitbart.com/article.php?id=D947LOUG0&show_article=1
http://foolocracy.com/2008/11/nudists-request-nude-polling-place-in-florida/

Prove tecniche di guerra civile II 0

Stavo leggendo questo editoriale sul NY Times e, a parte il comprendere che il mio inglese ha bisogno di una ritoccatina, sono rimasto turbato dalle schifezze che si combinano al di là dell’oceano…

The Republican Party has made strenuous efforts in recent years to prevent Democrats from voting, and to prevent their votes from being properly counted once they’ve been cast.
{…}
In one politically crucial state after another — in Ohio, Michigan, Wisconsin, you name it — the G.O.P. has unleashed foot soldiers whose insidious mission is to make the voting process as difficult as possible — or, better yet, impossible — for citizens who are believed to favor Democrats.

In italia una cosa del genere credo non sarebbe possibile. La cosa più vicina ad essa è la presenza di “osservatori di parte” dentro i seggi elettorali… che mi ha sempre lasciato sconcertato, essendo l’ennesimo palesarsi dell’intolleranza e del mancato rispetto reciproco.

Non so perchè ma mi frulla in testa il pensiero che la tanto sbandierata meritocrazia statunitense sia un po’ fasulla…

Prove tecniche di guerra civile I 0

Nel mio post precedente esprimevo una mia sensazione:

Sarò abituato ai noiosi, ripetitivi e squallidi strali leghisti, ma quest’intolleranza negli States non l’avevo mai sentita. Soprattutto nei confronti di un altro americano…

E` evidente che non sono l’unico a pensarla in questo modo: questo è un articolo apparso oggi su repubblica del premio Nobel per l’Economia Paul Krugman..

Tutto ciò si può sintetizzare in una constatazione: una significativa percentuale della popolazione americana, sostenuta da moltissimo denaro e forti influenze politiche, molto semplicemente non considera legittimo un governo in mano ai liberal (e nemmeno a liberal molto moderati). Si supponeva che Ronald Reagan avesse sistemato la questione una volta per tutte.

Che accadrà se sarà eletto Barack Obama? Le cose andranno ancora peggio di come sono andate durante gli anni dell’Amministrazione Clinton. Di sicuro salteranno fuori accuse folli, e non mi stupirei di assistere anche a episodi di violenza. I prossimi anni saranno molto, molto difficili.

Sarò pessimista, ma temo di avere un buon motivo per intitolare questo post come I, primo di una lunga serie.

Prove tecniche di gentlemen agreement 1

Riprendo da questo articolo di repubblica:

In un’assemblea pubblica, il candidato repubblicano a un certo punto ha strappato di mano il microfono a una donna che aveva cominciato una domanda definendo Obama “un arabo” (secondo alcuni resoconti, avrebbe detto “un terrorista arabo”).

Sarò abituato ai noiosi, ripetitivi e squallidi strali leghisti, ma quest’intolleranza negli States non l’avevo mai sentita. Soprattutto nei confronti di un altro americano…

Ma, sempre nell’articolo sopracitato, è questo il passaggio più interessante e dal duplice significato:

Alcuni nel pubblico hanno gridato “bugiardo” e “terrorista” all’indirizzo di Obama. Molti hanno detto di essere “impauriti” dall’idea di averlo presidente. “No, Obama è una brava persona -ha replicato McCain, tra mugugni di disappunto- di cui non dovete essere impauriti come presidente degli Stati Uniti“.

La mia personalissima interpretazione è che qui abbiamo un McCain che mette le mani avanti, vede chiarissima già ora la propria sconfitta e, con grandissimo senso del dovere, cerca comunque di educare la propria base e di fare del bene al proprio paese. Forse hanno davvero ragione, allora, coloro che pensano che McCain sia (stato) un vero candidato di rottura col passato.

Tanto che in quest’altro articolo si parla addirittura di un incarico bipartisan a McCain in caso di vittoria di Obama, un vero colpo di genio dello staff democratico! E` ben più di un esercizio di stile immaginarsi Veltroni che dichiara “se vinco lascerò il ministero dell’Economia a Berlusconi”… è quasi un esercizio buddista.

E ora… chi mi convince che non si siano messi tutti bellamente d’accordo per evitare l’avvento di Hillary Clinton?