La fine del ventesimo secolo 0
Ieri notte riflettevo su quanto profonda sia la necessità di rinnovamento nel mondo, di un salto quantico. Sono tanti, a mia opinione, i settori sui quali un rinnovamento non sia non solo auspicabile, ma addirittura necessario ed incombente.
È quasi automatico cominciare dal superamento della politica economica occidentale degli ultimi trent’anni, la cosiddetta reaganomics, causa primaria -da manuale della teoria dei sistemi complessi- della crisi economica corrente.
Questo post di Francesco Morace, che sta inquadrando perfettamente lo svilupparsi dell’embrione del nuovo rinascimento, parla poi del concetto chiave di piattaforma emotiva del cambiamento, che rischia però nella sua accezione principalmente “americana” di essere un’evoluzione leggermente forzata dalla crisi corrente. Come dire, dobbiamo cambiare, proviamo così!
Ma la percezione (pre-visione?) di ieri notte è stata del montare della lotta, già feroce sebbene ancora non consapevole, dei conservatori del ventesimo secolo contro la sempre più potente onda del cambiamento del ventunesimo secolo. Questa mutazione, che fonda le sue basi sui progressi della tecnologia e della biotecnologia, renderà tutti i modi di pensare odierni completamente obsoleti, e i vincoli che l’uomo si sta artificiosamente imponendo salteranno uno dopo l’altro. Anche quelli più tabù, come la modifica del patrimonio genetico umano e quindi del concetto stesso di homo.
La lotta conservatrice, capeggiata dalle chiese e dai poteri del secolo scorso, si renderà palese nei prossimi decenni, e temo sarà molto più terribile e mortale di tutte le guerre (di religione) che abbiamo visto negli ultimi anni.
Ma il sogno cyber, alla fine, si realizzerà.