Prove tecniche di gentlemen agreement

Riprendo da questo articolo di repubblica:

In un’assemblea pubblica, il candidato repubblicano a un certo punto ha strappato di mano il microfono a una donna che aveva cominciato una domanda definendo Obama “un arabo” (secondo alcuni resoconti, avrebbe detto “un terrorista arabo”).

Sarò abituato ai noiosi, ripetitivi e squallidi strali leghisti, ma quest’intolleranza negli States non l’avevo mai sentita. Soprattutto nei confronti di un altro americano…

Ma, sempre nell’articolo sopracitato, è questo il passaggio più interessante e dal duplice significato:

Alcuni nel pubblico hanno gridato “bugiardo” e “terrorista” all’indirizzo di Obama. Molti hanno detto di essere “impauriti” dall’idea di averlo presidente. “No, Obama è una brava persona -ha replicato McCain, tra mugugni di disappunto- di cui non dovete essere impauriti come presidente degli Stati Uniti“.

La mia personalissima interpretazione è che qui abbiamo un McCain che mette le mani avanti, vede chiarissima già ora la propria sconfitta e, con grandissimo senso del dovere, cerca comunque di educare la propria base e di fare del bene al proprio paese. Forse hanno davvero ragione, allora, coloro che pensano che McCain sia (stato) un vero candidato di rottura col passato.

Tanto che in quest’altro articolo si parla addirittura di un incarico bipartisan a McCain in caso di vittoria di Obama, un vero colpo di genio dello staff democratico! E` ben più di un esercizio di stile immaginarsi Veltroni che dichiara “se vinco lascerò il ministero dell’Economia a Berlusconi”… è quasi un esercizio buddista.

E ora… chi mi convince che non si siano messi tutti bellamente d’accordo per evitare l’avvento di Hillary Clinton?

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