Archive for October, 2008

La persona in questione 0

Di solito un uomo rimane deluso da una donna, da un socio d’affari, più raramente da un amico. Di solito la delusione, in questi casi che definirei standard, nasce da speranze tradite o dalla fiducia che miseramente crolla per atti di profondo egoismo.

La combinazione di tutti questi fattori si può poi estrinsecare, a puro titolo di esempio, nel nascondere la propria omosessualità dietro al “manovro nell’ombra indirizzandoti verso quello che ritengo giusto per te”, non rispettando i desideri profondi dell’amico.

Stamattina mi è giunto un sms dalla persona in questione, contenente scuse generiche e promesse di non dimenticanza per l’eternità. Peccato che la persona in questione sia così egocentrico da farsi sentire nel giorno del suo compleanno…

Lo so, la solitudine è veramente brutta, quando sei in una città straniera che non hai mai sentito e che ti ha mai voluto, quando la tua speranza di qualche augurio risiede esclusivamente nel parentado che hai sempre denigrato e in qualche pseudo-superficiale contatto su Facebook.

Ma ancora più brutta se te la sei cercata in maniera poco lungimirante.

Mi dispiace, nessun perdono. Adieu.

Facebook, lo stagionato 1

Siamo poi così sicuri che Facebook sia così 2.0 ?

Il grande pregio di Facebook, per uno della vecchia scuola come me, è il porre l’attenzione sul testo. Anche le foto vengono commentate, non risponde a foto con una foto come si fa su YouTube creando delle divertentissime (ma truzzissime) video flame wars… Perlomeno, le status wars sono molto più raffinate. :)

Essere testo-centrici, in questo momento della rete, è molto 1.0 :)

Magari sarò io che sono fortunato e ho solo amici che, pur non sapendone l’origine, applicano istintivamente la consecutio temporum… oppure FB è veramente anche utile per avvicinare anche i più restii alla netiquette, cosa di cui c’è sempre bisogno, e a forzare un uso sufficientemente corretto dell’italiano.

E comunque continua ad essere lento… :)

Prove tecniche di guerra civile II 0

Stavo leggendo questo editoriale sul NY Times e, a parte il comprendere che il mio inglese ha bisogno di una ritoccatina, sono rimasto turbato dalle schifezze che si combinano al di là dell’oceano…

The Republican Party has made strenuous efforts in recent years to prevent Democrats from voting, and to prevent their votes from being properly counted once they’ve been cast.
{…}
In one politically crucial state after another — in Ohio, Michigan, Wisconsin, you name it — the G.O.P. has unleashed foot soldiers whose insidious mission is to make the voting process as difficult as possible — or, better yet, impossible — for citizens who are believed to favor Democrats.

In italia una cosa del genere credo non sarebbe possibile. La cosa più vicina ad essa è la presenza di “osservatori di parte” dentro i seggi elettorali… che mi ha sempre lasciato sconcertato, essendo l’ennesimo palesarsi dell’intolleranza e del mancato rispetto reciproco.

Non so perchè ma mi frulla in testa il pensiero che la tanto sbandierata meritocrazia statunitense sia un po’ fasulla…

Prove tecniche di guerra civile I 0

Nel mio post precedente esprimevo una mia sensazione:

Sarò abituato ai noiosi, ripetitivi e squallidi strali leghisti, ma quest’intolleranza negli States non l’avevo mai sentita. Soprattutto nei confronti di un altro americano…

E` evidente che non sono l’unico a pensarla in questo modo: questo è un articolo apparso oggi su repubblica del premio Nobel per l’Economia Paul Krugman..

Tutto ciò si può sintetizzare in una constatazione: una significativa percentuale della popolazione americana, sostenuta da moltissimo denaro e forti influenze politiche, molto semplicemente non considera legittimo un governo in mano ai liberal (e nemmeno a liberal molto moderati). Si supponeva che Ronald Reagan avesse sistemato la questione una volta per tutte.

Che accadrà se sarà eletto Barack Obama? Le cose andranno ancora peggio di come sono andate durante gli anni dell’Amministrazione Clinton. Di sicuro salteranno fuori accuse folli, e non mi stupirei di assistere anche a episodi di violenza. I prossimi anni saranno molto, molto difficili.

Sarò pessimista, ma temo di avere un buon motivo per intitolare questo post come I, primo di una lunga serie.

Prove tecniche di gentlemen agreement 1

Riprendo da questo articolo di repubblica:

In un’assemblea pubblica, il candidato repubblicano a un certo punto ha strappato di mano il microfono a una donna che aveva cominciato una domanda definendo Obama “un arabo” (secondo alcuni resoconti, avrebbe detto “un terrorista arabo”).

Sarò abituato ai noiosi, ripetitivi e squallidi strali leghisti, ma quest’intolleranza negli States non l’avevo mai sentita. Soprattutto nei confronti di un altro americano…

Ma, sempre nell’articolo sopracitato, è questo il passaggio più interessante e dal duplice significato:

Alcuni nel pubblico hanno gridato “bugiardo” e “terrorista” all’indirizzo di Obama. Molti hanno detto di essere “impauriti” dall’idea di averlo presidente. “No, Obama è una brava persona -ha replicato McCain, tra mugugni di disappunto- di cui non dovete essere impauriti come presidente degli Stati Uniti“.

La mia personalissima interpretazione è che qui abbiamo un McCain che mette le mani avanti, vede chiarissima già ora la propria sconfitta e, con grandissimo senso del dovere, cerca comunque di educare la propria base e di fare del bene al proprio paese. Forse hanno davvero ragione, allora, coloro che pensano che McCain sia (stato) un vero candidato di rottura col passato.

Tanto che in quest’altro articolo si parla addirittura di un incarico bipartisan a McCain in caso di vittoria di Obama, un vero colpo di genio dello staff democratico! E` ben più di un esercizio di stile immaginarsi Veltroni che dichiara “se vinco lascerò il ministero dell’Economia a Berlusconi”… è quasi un esercizio buddista.

E ora… chi mi convince che non si siano messi tutti bellamente d’accordo per evitare l’avvento di Hillary Clinton?

Cosa manca a facebook 0

FB è probabilmente uno degli esperimenti più riusciti di aggregazione tecnologica, prima che sociale, delle varie web application che ci sono in giro. In un punto di ingresso unico (quasi fosse un facade pattern) si espone la propria persona al pubblico ludibrio (notato come ci siano solo delle persone belle su FB? io stesso ho scelto le mie foto migliori, ove l’età si nota di meno :P), si chatta, si condividono link, e qualche volta si riesce anche a fare qualcosa di interessante.

E poi ci sono i momenti di vero cazzeggio: si fanno “status wars” che mi ricordano un po’ le goduriosissime  .plan wars di qualche anno fa, si commentano foto (spesso imbarazzanti), e si fa “facebooking”, che non è come riportato dai dizionari online iscriversi e fare attività di social networking, ma piuttosto navigare tra amici di amici di amici in cerca di qualcuno con qualche foto discinta. :)

Ma mancano un po’ di cose…

Dal punto di vista prettamente tecnologico, la prima cosa che salta all’occhio è l’incompletezza. Quelli del “web 1.0″ non possono fare a meno di notare l’assoluta inadeguatezza del sistema dei gruppi e delle bacheche nei confronti anche dei più semplici software di forum… Da ciò ne deriva che su FB si fanno molte chiacchere e si discute poco. Non parliamo poi delle API fornite all’esterno, terreno sul quale anche il più articolato OpenSocial non è che sia proprio uno spettacolo, a mia modesta opinione.

Inoltre il social networking poggia su un’infrastruttura di base (la rete, intendo) ancora troppo poco pervasiva. Qualcosa si sta muovendo, ma fino a quando non saremo connessi 24 ore su 24 in qualunque posto del mondo, tutto questo sarà solo una lista di contatti. Che avevo già ai tempi degli UIN ICQ di 5 cifre.

La seconda, come riporta questo post, è che si è vicini su FB, ma lontani nella vita reale. Sì, ok, ora sono in contatto pressochè giornaliero con persone che di norma sentirei una volta ogni tanto.. ma i miei veri amici li vedo la sera, ci bevo insieme, ci mangio insieme, ci respiro insieme, ci *VIVO* insieme.

E poi… FaceBook è terribilmente *LENTO*.

Partiamo pure… 0

Qualcuno ha detto che scrivere il primo post del proprio blog è come scrivere la prima frase di un libro, di un romanzo…

E in effetti le difficoltà sono le stesse. Anzi, peggio, perchè tutte le guide che si trovano in rete (ad esempio, questa), ci mettono il carico da mille, dicendo che nel primo post bisognerebbe parlare di sè, di cosa si vuole dire e del perchè.

Difficile, anche emotivamente.

Non dirò chi sono nè tantomeno il di cosa parlerò. Lascerò che la mia tag cloud e le mie categorie si organizzino darwinianamente. Risponderò solo al quesito “perchè?”.

…ma perchè chiedersi *sempre* il fottuto perchè delle cose, da un po’ di tempo a questa parte?